La Divina's profile¸´¯`°¤.¸ (¯`¤ La Divina ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
¸´¯`°¤.¸ (¯`¤ La Divina ¤´¯) ¸.¤°´¯`¸ ..c'est moi!!..se non accetti la follia umana, non andare oltre questo titolo.. |
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..la sera adagio i libri sul tappeto rosa a metà tra il mio letto e il comò..
July 02 No. No. E ancora no. Ecchecavolo! Ringrazio Dio perché questa volta non ero sola e non sono rimasta a terra per chissà quanti minuti. Ma ho avuto paura. Per mia sorella che si preoccupava per me. Lunedì mamma sarà operata all'altro occhio. L'ospedale mi mette ansia. Oggi mi tremavano le gambe. E ho ripensato a zio A. in ospedale un anno fa. Così mi sono messa a correre. Lunedì, però, non potrò scappare. Non avrò parole dolci come sette mesi fa. Non potrò camminare avanti e indietro. Perché mi ritroverei a terra. E un piccione si è appena venuto a suicidare nel mio giardino. June 28 L'Addio. Antonella scrive: Mari, stamattina pensavo che questo è il tuo ultimo giorno in oratorio...penso ai tuoi ragazzi e a ciò che hai in cuor tuo al solo pensiero di lasciare "tutto"....ti abbraccio fortissimo....magari ci vediamo stasera.... Rientro a casa e trovo questo messaggio. E il cuore mi si è riempie d'affetto, perché Anto ha avuto l'ennesimo dolce pensiero per me. Ha ricordato, ha condiviso. E per questo le dico ancora "Grazie!" A lei che sa oggi cos'è. June 25 La SaudadeAlcuni mesi fa stavo organizzando un viaggio in Portogallo. Voleva essere un regalo speciale, perché è una terra magica e non è tra le "solite mete turistiche". E voleva essere anche un regalo dell'anima, perché lì ha vissuto il mio poeta preferito: Fernando Pessoa. Mi immaginavo di camminare stretta stretta a te per Rua dos Douradores e vivere coi nostri occhi la Vita bizzarra di cui ha sempre parlato. Credo di aver visitato una vastità di siti e, cercando cercando, mi sono imbattuta in una delle parole simbolo: Saudade. La Saudade, insieme al fado, sono i due simboli del Portogallo, che rappresentano al meglio questo paese. Saudade, è uno stato d’animo, un sentimento, originario della cultura portoghese, infatti solo un portoghese può spiegare con esattezza cosa significa questa parola e tutte le sue implicazioni. La parola tradotta dal latino, significa solitudine, o comunque è traducibile in un sentimento misto tra passato e presente, che non evoca solo la nostalgia, ma anche la speranza nel futuro che verrà. La Saudade mi ha sempre affascinato! Sia per il suono che per l'intraducibilità in altre lingue. Ed ora, credo sia l'unica parola capace di tradurre ciò che vivo. Mi piaceva pensarmi in balìa della Saudade già prima, ma la poliedricità di questa parola consente di poterla usare sia per accezioni positive che negative. E vedo in me anche i tratti caratteristici della Saudade : quel sorriso malinconico che non lascia trapelare altro. Sono settimane che mi ripetono sempre le stesse cose: sono diventata piccola piccola, ho gli occhi spenti, il viso pallido, le mani gracili e tremanti. Ma la cosa non mi tocca più di tanto. Il mio corpo, ormai, non mi appartiene più. Fa quello che gli pare. Io vivo solo di Saudade. Gli occhi non sono affatto spenti, ma ardono di malinconia. Vorrei sentire la sua voce, vorrei andare lì, ma non lo faccio perché credo sia un desiderio solo mio. Forse ha ragione Anto quando dice che ho sempre e solo pensato al suo volere. Ma mi sento di violare un sentire che non è mio. Di voler placare un bisogno solo mio. E così continuo a vivere struggendomi, perché è l'unica cosa immaginabile quando si perde una persona all'improvviso. Quando si passa dal tutto al niente. Quando i sogni cadono nel vuoto in un istante e solo sette giorni prima erano lì e sorridevano, malgrado le paure. Quando un Ti Amo viene svenduto per rivisitazioni logiche, personali e solitarie. Come se io non fossi mai esistita. E così mi sento ora. Mai nata. O morta. E se non è davvero così, allora morirò di Saudade. :) June 23 Il ProfessoreIeri notte, nel silenzio infinito, ripensavo a te. A quando da bambini sorridevi sempre prima con gli occhi. Ed ho iniziato a sorridere anch'io. Sentivo il cuore battere forte e batteva per te. Ho ricordato le serate invernali a parlare di noi. Sporadiche ma intense. Soli io e te. E poi, a catena, le piccole attenzioni e le dimostrazioni d'affetto. L'abbraccio in piazza san Pietro, mentre portavano via Lolek. La mano stretta sulla spalla, per infondermi coraggio. I bigliettini all'ultimo Campo: uno lo conservo nella Bibbia! I messaggi del cuore. Le lunghe telefonate a raccontarci le cose vissute da lontano. I tuoi biglietti.. ché senza non è festa! E ieri, dopo due mesi esatti, un'altra Laurea che ho sentito anche un po' mia. Le lodi incessanti del tuo Relatore. Quello sguardo compiaciuto con cui ti guardava. Il suo interromperti per lodarti ancora. Il tuo greco fluente. La commissione sbalordita. Hai meritato tutto, Angelo caro. E meriti molto, molto altro ancora. ![]() Foto di RC © Tutti i diritti riservati June 20 A filo doppio. Non respiro.Pecche' quanno mme vide te 'ngrife comm'a gatt' Nenne' che t'aggio fatto ca nun mme puo' vede' Io t'aggio amato tanto Si t'amo tu lo ssaje Io te voglio bene assaje e tu non pienze a me Io te voglio bene assaje e tu non pienze a me La notte tutti dormono Penzanno a Nenna miama io che vuo' durmire mme sento ascevoli' Li quarte d'ora sonano a uno a duje a tre Io te voglio bene assaje e tu non pienze a me Io te voglio bene assaje e tu non pienze a me Guardame 'nfaccia e vide comme me so' arredutto Sicco peliento e brutto Nennella mia pe' te Cusuto a filo doppio co' te mme vedarraje Io te voglio bene assaje e tu non pienze a me Io te voglio bene assaje e tu non pienze a me ![]() ©2007-2009 ~TheWhiteNight Che cosa buffa! Ascoltavo "Minor Swing" e piccillibiii è impazzito. E così questa canzone. Ma.. uh, sono io! Che cosa buffa! =) June 19 Chiusa dentro di me. Mi sento ingabbiata. Ho voglia di te. Delle tue mani. Ho voglia della tua voce. Delle tue dolcezze. Ho voglia dei sorrisi a tavola, mentre faccio colazione. I sorrisi dovuti alla mia inattitudine mattutina. Ho voglia di prenderti in giro perché parli coi denti chiusi. ![]() June 17 Stasera dedico un sorriso. Molte volte mi sono sentita dire che, in realtà, non sono come appaio. A chi non mi conosce risulto spesso antipatica, sicura di me, distaccata. Poi, però, chi riesce ad andare oltre, scopre una persona totalmente diversa. E, mi dispiace ammetterlo, ma è vero. E mi dispiace ancor di più ammettere che, in realtà, pochi sono entrati in contatto con la vera *me*. Io credo poco in me stessa. Sono timida. Odio il chiasso. Ma soprattutto il silenzio imbarazzante che non riesce ad essere complice. Io mi fido ciecamente dell'altro. Sono convinta che tutti siano in grado di capire i miei silenzi. Mi dono senza volere niente in cambio. E sbaglio. Io sono testarda. Se credo che una cosa è giusta, la inseguo fino a quando non ci vado a sbattere. Sono fragile. Maledettamente malinconica. E ho davvero poca poca poca fiducia in me. Così mi convinco spesso di non piacere agli altri. Di non esistere. Di non meritare particolari attenzioni. Poi, però, arrivano momenti in cui devo ricredermi. Questo è uno di quei momenti. A mia sorella Tonia. Alla dolcezza dei suoi abbracci. Alla mano che mi stringe per infondermi coraggio. Al suo correre da me. Al suo "Ti voglio bene, Mary!" detto tra le lacrime. A mia sorella Angela. Alle sue telefonate. Alle parole di conforto e alle battute per tirarmi un sorriso. Al suo correre qui, il pomeriggio tardi.. e fu una cosa davvero nuova, dolce e bella. Ai suoi occhi che hanno caratterizzato la mia infanzia. A zia Geppina e zia Maria. Alla dolcezza e alla rabbia. Alle lacrime e alla speranza. Alle mie cugine. Come se fossero sorelle. Ai messaggi nella notte mandati per errore a chissà chi. Alla loro insonnia che è la mia. Alle lacrime.. ed io a confortare loro. =) A Sara. Al suo chiedere di te. Al mio risponderle come se fosse grande. Al suo abbracciarmi. Alle sue parole: "Ma Mary! Ti voglio bene io!" Ad Antonella. Alla sua corsa in stazione. Ai suoi messaggi nella notte. Alle telefonate infinite. Alla pizza mangiata quasi in silenzio. Al suo capire. Al suo non forzarmi. Al suo: "Mari, io non sapevo che avevi tutto questo mondo dentro.. ed è bellissimo l'Amore di cui sei capace!". Alla *piccola* Raffa. Al suo capire senza che io parlassi. Ai suoi messaggi d'incoraggiamento. Alle sue frasi piene d'affetto. Alla stima, all'ammirazione che sempre mi dimostra. Al suo credere ancora in Noi. E, quindi, ai suoi sogni. A Stefania. Al suo messaggio nel cuore della notte. Al suo *ritornare* nonostante i miei silenzi. Alla sua capacità di tirarmi fuori tutti i pensieri. Alla bellezza infinita del suo essere. A mia mamma. Ai suoi abbracci. Ai suoi silenzi. Alle scosse che mi dà. Ai suoi baci. Alle carezze. Alle lacrime trattenute a stento. A Teresa. Al suo dolore. Alle sue parole d'incoraggiamento. Al suo crederci. Ancora. All'incantevole persona che è. A Teresa che ho *conosciuto* solo ora. Ai pensieri sinceri. Allo scoprirci simili. Alla Fede. Alle sue dimostrazioni d'affetto. Un sorriso che non riesco a mostrare. Ma che viene dal cuore. Ed è proprio così. ![]() June 14 Canto nella Notte -- Foligno/AssisiI profumi della campagna e i colori del paesaggio umbro mi sono entrati dentro dal primo passo. Ho camminato ininterrottamente per tutta la notte. Tra un profumo di lavanda e gelsomino. Il silenzio mi scavava dentro e, intanto, allungavo il passo. Ho visto le lucciole danzare e una mi si è fermata addosso. Le rane hanno scandito il suono di ogni passo e, insieme ai grilli, hanno annunciato l'aurora. San Francesco, illuminata di giallo, ci osservava silenziosa e materna. Ho camminato da sola e ho assistito ad uno spettacolo indimenticabile! Due lucciole si rincorrevano, si intrecciavano. Sullo sfondo una grande quercia regnava sovrana. Illuminata solo dai raggi lunari: trasmetteva sicurezza. Alla prima tappa ho legato i profumi, la solitudine, i sorrisi degli anziani del posto, la voce di Gabriella e Graziano. Alla prima tappa ho donato la dolcezza degli occhi di questi ultimi e di Francesco. Alla prima tappa ho alzato gi occhi al cielo e vedevo solo nuvole che incorniciavano piccoli pezzi di cielo. Alla seconda tappa ho legato le stelle esplose all'improvviso e il sorriso dei viandanti. Francesco aveva detto che doveva essere la Notte del Matrimonio: dovevo sposarmi con me stessa. Forse sarò stata l'unica, su cinquecento, a non farlo. Ma come avrei potuto se ancora mi sto chiedendo: "Maria Rosaria, dove sei?". Vito ha detto di dedicare ogni passo ad una persona o a noi stessi, se eravamo nel bisogno. Io, tra le piccole preghiere, ho dedicato tutto a te. Anche la candela. Mi ero proposta di non farla spegnere, almeno fin quando non sarei arrivata in Porziuncola. Ho dovuto accelerare ma, anche stavolta, ho mantenuto la promessa. E' stata una notte magica. A stretto contatto col mio silenzio, col mio dolore. Non passa istante in cui la mia bocca non pronunci il tuo nome e nemmeno ora sono stata in silenzio. Certo, ho riso, ho scambiato battute, ballato. Ma cosa ho dentro solo io lo so. L'unica cosa che fa male è doversi convincere di essere morti all'improvviso. Nel silenzio delle cose non dette. ![]() June 10 Saturno Contro. Ora.Saturno Contro. E ripiombare nella sala buia che sa di Noi. Che ci ha accomunati dal primo film. Tu che ti giravi e guardavi me. I tuoi occhi fissi nei miei. Ed io che, imbarazzata, ridevo e mi accoccolavo. Saturno Contro. E ripiombare nella sala buia che sa di Noi. La voce calda e graffiante della Cantantessa. Restammo meravigliati, ricordi? Era proprio lei e cantava in francese. Sorridemmo estasiati dalle piccole coincidenze che contornavano la nostra vita. Saturno Contro. E ripiombare nel buio. Anche se non c'ero uscita. Saturno Contro. E desiderare di chiudere gli occhi. E non riaprirli più. June 07 Domenica 7Loro sorridevano.
E io sorridevo. Ma niente. Niente risvegliavano in me. Né un sorriso, né tenerezza, né dolcezza. Ci vado solo per dovere. E perché mi sento in colpa. Ieri ho comprato la bici. La volevo dall'anno scorso. E mi immaginavo in giro, mentre tu non c'eri, ad esplorare quel paesiuncolo che ora sa di morte. June 03 Pensavo che si scegliesse in due. Invece era zero. -- Assisi, Corso Zero/Alpha -- Sconnessioni solite.Io non riesco a vivere in maniera ovattata. Non riesco a fingere. Perché poi sto male il doppio. Ma, alla fine, è quello che mi ritrovo a fare. La sera della festa, Domenica, contornai gli occhi con la matita nera e, mentre lo facevo, mi ripetevo sorridendo: Indossiamo una bella maschera, va! Ma poi, ho pianto lo stesso. Piangevo ogni giorno. Anche la notte. E mi vergognavo al pensiero che se ne potessero accorgere. Poi ridevo, facevo il pagliaccio. E cantavo. E ballavo. E mangiavo tutto. E sorridevo ancora, tiravo fuori qualche battuta e qualche imitazione. E poi, in maniera costante, pensavo a te. E mi sentivo in colpa per non averti costretto ad esserci l'Estate scorsa. E ti ho visto, ieri, ad ogni passo percorso su ad Assisi. In quell'abbraccio stretto, immortalato nella foto, con la Basilica alle spalle. Però ridevo, eh?! E piangevo come tanti altri presenti lì. E, come loro, ridevo anche a crepapelle. Poi, Domenica pomeriggio, il crollo. Santa Chiara. Le promesse. I sogni. I bambini che ridono nella mia anima e tu che mi abbracci felice. Il desiderio di Noi. E Chiara. Chiara. Chiara. Il tuo desiderio di vedermi mamma. Chiara. Ma anche Sofia. Dimmi tu come posso farcela. =) May 26 In apnea. Quando si vive in apnea - e lo si riconosce da subito! - ci si fa forti di questa constatazione e si crede che niente potrà scalfire una certezza così dura da ammettere, ma che è stata finalmente riconosciuta. Poi accade il contrario. E inizi ad avere paura. Perché vivere in apnea non significa non vivere. Significa vivere con un altro te. Così, stamane, mentre ero in ospedale, ho fatto i conti con la nuova me. Quella che da ventidue giorni si è impossessata della mia carcassa. Non sentivo dolore, non avevo paura, non provavo pena, tenerezza o pietà. E non ho versato nemmeno una lacrima. Se non quando ho iniziato a sentire il cielo cadermi addosso. Ed è stato in quel momento che sono scappata. May 24 Di notte. Stanotte sono giunta alla conclusione che le scelte dettate dalla rabbia, dalla delusione, dal dolore o dalla disperazione, non sono mai figlie del nostro sentire. Le sensazioni sono falsate e tutto si sminuisce - o viceversa! - in funzione di una pulsione distruttiva. Ed è per questo che da oggi penso a cosa ho veramente dentro. Anche se non mi è stato chiesto. Anche se nessuno mi stai aspettando. Anche se si crede di averlo già fatto. Ma tu non sei me. Tu non puoi scegliere per me. Perché tu devi scegliere con me. ![]() May 19 Oggi. Oggi fatico a respirare. E' stata un'altra notte insonne. Ho paura di stare con gli altri. Mi infastidiscono i rumori. Anche il canto di un uccellino mi fa star male. Oggi non va meglio di ieri. Peso sempre meno. Sorrido per far piacere agli altri. Vago da una stanza all'altra persa nel vuoto scandito dai secondi. Piango perché non ce la faccio più. Oggi muoio ancora un po'. May 07 Sei. Over the Storm. Cieli azzuri e verdi prati.J249 (1861) / F269 (1861)
Wild nights - Wild nights! Were I with thee Wild nights should be Our luxury! Futile - the winds - To a Heart in port - Done with the Compass - Done with the Chart! Rowing in Eden - Ah, the Sea! Might I but moor - tonight - In thee! Notti selvagge - Notti selvagge!
Fossi io con te Notti selvagge sarebbero La nostra voluttà! Futili - i venti - Per un Cuore in porto - Via il Compasso - Via la Mappa! Vogare nell'Eden - Ah, il Mare! Potessi soltanto ormeggiare - stanotte - In te! Emily Dickinson La Nostra Poesia April 28 Niente è per caso. Oggi all'Ikea, mentre con Anto cercavo affannosamente una lampada per Stefania - per poi comprarne una per *me*! - sentivo la voce di un uomo. Raccontava cose insensate, ma era dolce nel dirle. Riso, foglie, patate e carciofi dentro ad un piatto nella casa di un ragno o di un drago. Mi giro e vedo una bimba sdraiata su un letto, con una foglia che fa da *coperchio*. E' senza scarpe e si accuccia su se stessa. Occhi negli occhi. E lui lì, seduto al suo fianco, che narrava di piedi puzzolenti e ragazze sorridenti. Era il suo papi. Ho guardato Anto e quasi con un nodo in gola le ho detto: "Anto, guarda!", per poi perdermi in loro. Oggi all'Ikea ho pensato alla mia principessina coi capelli neri come la pece. Ed ho pensato a te. E ti ho visto in quell'uomo. Si è girato e mi ha sorriso. Io lì, ferma. Lui con gli occhi chiari come i tuoi. Chiari ed emozionati proprio come quando tu stai con un bimbo. E mi sono sciolta. La bimba è scesa dal letto, mi è venuta vicino, mi ha dato una pacca e ha detto: "Quelle sono cose per bambini, non le puoi toccare!" Ed Anto ha riso. April 25 Contorsioni per un sogno. In ogni suo sorriso. Nello sguardo sbarazzino. Negli angoli della bocca a coniglietto. In quei pensieri talmenti uguali da mozzare il fiato. Nelle lacrime trattenute appena. Nelle mani gentili. Nei capelli neri come la pece. Negli occhi infiammati dal sole. Tutto è diverso da me. Nei cieli zeppi d'acqua. Nel rumore delle spighe di grano che crescono. Nelle risate senza fiato. Nel sudore dei passi. Nel crepuscolo silenzioso. Tutto è diverso da me. Sul pontile dei sogni. Tra le pagine di un libro. Nei racconti di vita. Mentre sfoglio un anno che inizia ora. Ogni cosa è in me. April 11 Venerdì SantoTre sono le immagini che non dimenticherò mai di questo Venerdì Santo. I ragazzi che, per la prima volta, si facevano carico della Croce. La folla che si divideva come il Mar Rosso. E quelle piccole bare bianche poste sopra a quelle delle mamme. ![]() Da: *qui* April 08 AcrobazieIo con me stessa. Sorrido al giorno. E percorro nuove strade con la paura - e l'ebbrezza! - di perdermi. Attendo un cenno e corro. Vedo alberi e colline. E ho paura dei silenzi. Io con me stessa. Sorrido al meriggio. E percorro strade che portano al paese. Attendo un cenno e corro. Vedrò occhi scuri. E sorriderò. Io e me stessa. Persa in De André. Sorrido alla sera. E percorro il vuoto. Attendo risposte celate. Guardo i bambini e dispenso sorrisi. Cerco occhi color di foglia. E resto ferma qui sulla soglia. April 02 Ricordo tutto di quella sera.Ricordo tutto di quella sera.
Ci ritrovammo in parrocchia per pregare insieme la Madre Celeste, affinché Ti accompagnasse nel Tuo viaggio di ritorno al Padre. In ginocchio e in preghiera. Col cuore sospeso e un po’ in apnea. Due chiacchiere all’uscita e la speranza che, in fondo, restassi con noi ancora un po’. Ma sulla Rai già era pronto, Bruno Vespa, ad annunciare che eri salito in Cielo. E fu così. 2 Aprile 2005. Ore 21.37 E ricordo tutto di quella mattina. Noi tre, in silenzio, sotto la stazione di Aversa. Presto saremmo arrivati a san Pietro. Con la morte nel cuore! E invece.. E invece lì c’era gente che cantava, che danzava. Era esplosa la vita. Il tuo corpo, apparentemente senza vita, passava davanti ai nostri occhi, eppure il cuore ci sussultava nel petto..! Tu eri vivo, Lolek! Nell’anima di ognuno di noi, nella mente, nella vita! Tu eri lì, presente in mezzo a noi! Sai, caro Lolek, è triste pensare che non sei più qui, ma la gioia è più grande quando penso che sei lassù e continui a guardarci con quello sguardo tenero che solo Tu sapevi donare. Grazie, amato Lolek, per la meravigliosa testimonianza di vita che ancora continui a darci e per il grande linguaggio universale che hai saputo parlare, non solo con gente di nazionalità diversa, ma anche con noi giovani: tu ci hai compresi e amati anche coi nostri limiti e ci hai ribadito il tuo amore dedicandoci uno dei tuoi ultimi pensieri: «Vi ho cercati. Adesso voi. siete venuti da me e vi ringrazio». Da lassù non dimenticarti di noi che ti invochiamo già come santo, notte e giorno: abbiamo ancora bisogno di Te, tienici amorosamente per mano, cosi come Tu chiedevi alla Tua e nostra dolce Mamma Celeste. Da *qui* MR March 25 Altrove. Vorrei.Lento scorre il tempo. E mi soffermo a pensare alla ciclicità degli eventi. Sospiro e aspiro a cieli immensi e immensi prati. Cos'è che ci mette in sintonia con l'altro? Cos'è che ci fa percepire i suoi battiti? Cos'è che ci porta a conoscenza del suo dolore? Forse le lacrime o forse una confidenza? Cos'è che ci fa sentire innamorati? E poi improvvisamente vuoti? Cos'è che ci fa sorridere malgrado il vuoto dentro? E perché siamo ciò che viviamo davanti a chi non vorremmo? Lento scorre il tempo. In equilibrio sul vuoto. March 03 E nell'aria un profumo di mimose.Le giornate si stanno lentamente allungando. Ieri ero in ritardo - come al solito! - ma decisi di andare ugualmente a piedi al catechismo. Il cielo era carico di nuvole bianche e s'intravvedeva a stento quell'azzurro misto al rosso del tramonto. Io passeggiavo e respiravo a pieni polmoni quel poco di luce che restava. Ero felice e lo sono ogni volta che sono sola con me stessa in giro per qualche città. Ho capito, negli ultimi giorni, che posso contare solo su di me, perché gli altri non mi danno certezze o - quantomeno - non sanno comprendere fino in fondo ciò che sono. Non è un colpevolizzare, ma solo una presa di coscienza. Molto di ciò che sono forse non arriva agli altri perché io stessa non lo permetto. February 26 24 Febbraio 2009 * Domenico CristianMartedì pensavo a nove mesi fa, quando ancora non eri nei pensieri di nessuno. Era un Sabato e faceva già caldo. Le ragazze strimpellavano le corde delle loro chitarre. I ragazzi giocavano a pallone e Pasquale, dopo un calcio violento, lasciava volare la sua scarpa sull'albero. Io ero seduta sulla mia panchina. Al centro. Canticchiavo e lasciavo che il vento mi scompigliasse i capelli. Vivevo il momento e non pensavo al futuro. Due settimane dopo, abbiamo scoperto che c'eri. Ed è iniziata l'attesa. Ed ho pensato al futuro. Qui si attende in gruppo. Prima la mamma e poi noi. Per un sentire comune di cui non sappiamo fare a meno. Il giorno del mio compleanno, o giù di lì, ci siamo ri-conosciuti. Ho messo la mano sul pancione e.. toc! Mi hai dato un calcio. L'ho spostata e.. pum! Ti sei mosso. Sì, stavi salutando proprio me. E Martedì hai aperto gli occhi sul mondo. Eri bello mentre dormivi. E mi hai fatto rivivere il primo incontro con Sara. Ieri ti ho stretto la mano. Avevi gli occhi chiusi. Hai preso il mio dito e hai aperto gli occi su di me.. ![]() ![]() © Tutti i diritti riservati February 23 Oratorio in Festa Quando ho spento la luce, l'orologio segnava le 03.30. Tutto taceva e le mie dita profumavano di Dove e Coccoina. Le etichette dei miei biscotti erano pronte e, in fondo, ero felice. Dopo sole tre ore, la sveglia del cellulare si sarebbe illuminata ancora. E' stata una corsa contro il tempo ma, come mia mamma mi ha fatto notare, sono stanca. Così, mentre ero a Messa, mi sono accasciata più volte sulla panca e sono stata rapita più e più volte ancora da salti nel vuoto. Ero lì, ma non c'ero. E così, dopo un mese di preparativi, i ragazzi hanno portato a termine il loro primo Mercatino. Un vero e proprio successo sotto molti punti di vista. Ma anche una riconferma di ciò che c'è di negativo. Ci sono gesti e volti che non dimenticherò. Di questi, alcuni li racchiudo nel cuore. Pasquale che prepara i Sarchiaponi a casa. La mamma di Imma che mi aspetta con il termos per darmi un bicchiere di cioccolata calda. Gianni, Ralf e Raf che ridono alle otto di mattina. Francesco ed Elena. ![]() Foto di RC © Tutti i diritti riservati
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Ehi, dico a te!
Jacketto .wrote:
Wua sei incantevole... ecco il mio contatto jacket87@hotmail.it mi farebbe piacere parlare con te. Kisses
Apr. 13
.Xx_ρι¢¢σlєттα_xX .wrote:
ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu...ho visitato il tuo bloginooo...è dvvr carinuuuuuuuu...cmq ho visto k sei una xsona molto colta...!!!cmq ora scappo...spero k passerai ank te dal mio a lasciare commentino...baci baci...e complimenti ancora...ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
Nov. 16
La Divina MariLùwrote:
"Poichè nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora."
E' una frase che porto nel cuore!! Stefuccia, grazie per la dedica! TiViBi!!
Oct. 22
TU&IOwrote:
"Il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poichè lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i paceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poichè nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora." K. Gibran . Per te . Stefuccia tua.
Oct. 22
La Divina MariLùwrote:
Infatti io abito nell'Isola che non c'è!
Ciuccio/a!
Oct. 19
Adoro coccolarmi con un bel film!
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